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Le decoltè borchiate di Pull&Bear nike air max 39 , Bari, Nicola: "La promozione è un sogno, guardiamo metro dopo metro" - Repubblica.it Davide Nicola durante la presentazione BARI – Davide Nicola è pronto a raccogliere l’eredità di Devis Mangia, sedendo sulla panchina di un Bari che non è riuscito, finora, a raggiungere risultati all’altezza delle ambizioni. Il tecnico piemontese, che già ha portato il Livorno in Serie A, non vuole illudere i nuovi tifosi ma sa bene cosa serve per il salto di categoria: “L’obiettivo della promozione è un sogno – afferma il neo-allenatore biancorosso – Dobbiamo guardare solo metro dopo metro, senza pensare alla vetta. Ma il sogno di arrivare in cima deve esserci sempre, per portarci oltre”.“IN B CONTA ESSERE CONTINUI” – “Bari è una piazza che ha una fame incredibile – dice Nicola, affiancato in conferenza stampa dal presidente Paparesta – In serie B conta la continuità: possiamo raggiungere un obiettivo solo grazie al senso di appartenenza, il vero valore aggiunto. Lo schema di gioco? Il modo di stare in campo non conta nulla. Credo ad un concetto diverso, quello di situazioni di gioco, che i miei giocatori devono sapere interpretare: più velocemente portiamo la palla nella metà campo avversaria, più volte avremo l’opportunità di farlo”. #video-100866013 {position:relative;}#video-100866013 .overlay-play {position:absolute;width:100px;height:100px;left:229.0px;top:120.5px;background:transparent url('http://video.repubblica.it/common/static/player/2014/images/rrtv/player-placeholder-play.png') center center no-repeat;} Condividi “LA MORTE DI MIO FIGLIO MI HA INSEGNATO IL VALORE DELLE COSE” – Dopo l’entusiasmo dello scorso anno, a Bari sono tornati i malumori, calcisticamente parlando. L’ex allenatore del Livorno, d’altro canto, ha perso suo figlio Alessandro solo quattro mesi fa e non si lascia impressionare dal compito che lo attende: “È stato un evento che mi ha insegnato a dare il giusto valore alle cose, a guardarle con lucidità e distacco. Ho una famiglia con tanti bimbi, ora siamo ancora più uniti grazie alla fede. Difficilmente ora potrà farmi paura qualcosa”.PAPARESTA: “ROSA ALL’ALTEZZA, NICOLA È L’UOMO GIUSTO” – Mentre il ds biancorosso Antonelli resta in disparte, a parlare dell’ingaggio di Nicola è il presidente Gianluca Paparesta: “Le difficoltà sono arrivate prima del previsto – ammette il numero uno della società biancorossa – Il nuovo tecnico è la persona giusta per dare una scossa ad una squadra che ritengo ancora all’altezza”. Quattro i nuovi arrivi nello staff: l’allenatore in seconda Vanni Sartini, i collaboratori tecnici Manuele Cacicia e Gabriele Stoppino, il preparatore dei portieri Rossano Berti. Tutti saranno già al lavoro dal pomeriggio di martedì, per avere un primo approccio con la squadra. nike air max 39,Mia Bag: il nuovo modello laminato must have della stagione

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confronta prezzi e offerte nike air max 39, NikeiD X Liberty: le scarpe personalizzabili dal tocco chic nike air max 39 Inter, Mancini: ''Torno per vincere, ma non ho la bacchetta magica'' - Repubblica.it Roberto Mancini MILANO - Impeccabile come immagine e nel verbo. Così il neo tecnico dell'Inter Roberto Mancini si è presentato in sala stampa il suo primo giorno di lavoro. Un ritorno al passato con occhi rivolti al futuro: "Questa può essere un'altra bella storia", dice l'allenatore, poi sottolinea: "Non ho la bacchetta magica. Ma, è fondamentale tornare a vincere, con questa squadra si può lavorare bene, ma dobbiamo fare in fretta. Il calcio non ti concede tempo". Subito sotto a lavorare per "far rendere tutti al 200 percento", continua il Mancio, che di sé stesso afferma: "Ho grandi stimoli qui, possiamo fare una squadra giovane e forte nel tempo", e svela: "Quando ho ricevuto la prima telefonata per venire qui? Giovedì notte".Torna dopo molti anni: non c'è il rischio che le ambizioni siano sproporzionate al valore della squadra? "Difficile dirlo. Non conosco bene i giocatori perché li ho visti solo qualche volta. L'entusiasmo è alla base di tutto, di ogni vittoria. Sta a noi riportare entusiasmo, i tifosi allo stadio e ritornare a vincere".Cosa l'ha convinta a tornare all'Inter? "Non avrei mai pensato di tornare. Mi hanno spiegato il progetto e mi è piaciuto. Credo che possa essere una bella storia. Credo in questo progetto sennò non avrei accettato. Vincere attraverso il lavoro".Cosa pensa della situazione attuale dell'Inter? "Quando si cambia allenatore vuol dire che le cose non vanno bene. Mazzarri comunque è un allenatore bravo e lo ha sempre dimostrato. Spero che si possa fare quello che si è fatto 10 anni fa. Questa è una squadra con qualità come c'erano qualità 10 anni fa. Bisogna mettere bene insieme i giocatori e farli rendere al massimo. Si può far bene". #video-100642043 {position:relative;}#video-100642043 .overlay-play {position:absolute;width:100px;height:100px;left:229.0px;top:120.5px;background:transparent url('http://video.repubblica.it/common/static/player/2014/images/rrtv/player-placeholder-play.png') center center no-repeat;} Condividi Massimo Moratti ha detto di essere contento del suo ritorno. Cambia qualcosa senza Moratti? "Moratti ha fatto la storia dell'Inter, lui e il padre. Tutto questo è impossibile da cancellare. La sua decisione va rispettata al 100%. Ci siamo parlati e mi ha detto che è felice del mio ritorno. E' ancora dentro all'Inter e questo è importante. Abbiamo iniziato a vincere insieme e lo ringrazio di avermi fatto venire all'Inter 10 anni fa. Ora la situazione societaria è diversa, ma Moratti c'è sempre".Pensa che il suo percorso possa essere identico a quello di 10 anni? "Allora abbiamo iniziato un buon lavoro e siamo migliorati anno dopo anno. Quando hai una buona base, vincere dopo è importante. Sono stati anni belli e importanti per i tifosi, anche quelli successivi al mio addio con Mourinho sono stati fantastici. L'importante è tornare a vincere".Qual è la prima cosa che dirà ai giocatori? "L'entusiasmo è alla base del nostro lavoro. Se non si lavora sorridendo è tutto più difficile".Cosa pensa di Kovacic? "E' un ragazzo giovane, ma ha grandi qualità. Bisogna capire che non può sempre giocare benissimo e che deve passare da situazioni dure e difficili. Credo però che possa diventare un campione". #video-100642045 {position:relative;}#video-100642045 .overlay-play {position:absolute;width:100px;height:100px;left:229.0px;top:120.5px;background:transparent url('http://video.repubblica.it/common/static/player/2014/images/rrtv/player-placeholder-play.png') center center no-repeat;} Condividi A gennaio quanto è da puntellare questa squadra? "Ho bisogno di iniziare a lavorare, anche se nel calcio la pazienza non è tanta. I giocatori dovranno imparare in fretta i miei pensieri. Dobbiamo lavorare e vincere in fretta. Dobbiamo mettere la testa sul nostro lavoro. Il mercato? Prima devo conoscere la squadra bene".Lei è il primo grande allenatore che torna in Italia dopo la "diaspora" dei nostri grandi tecnici. L'ha arricchita l'esperienza all'estero? Perché è stato richiamato? "Il perché dovete chiederlo al presidente. Quando uno lavora all'estero si arricchisce e negli ultimi anni ho vissuto esperienze importanti nel più bel campionato al mondo, la Premier, e poi in Turchia. Sono state due avventure eccezionali e ora ritorno all'Inter con un bagaglio arricchito".Le piacerebbe diventare il Ferguson dell'Inter? "Non bisogna guardare molto in là nel tempo. Ferguson è stato 27 anni allo United e non credo che resterò 27 anni all'Inter. Sono contento di essere tornato e di lavorare di nuovo in Italia. Voglio dare una mano all'Inter per tornare a vincere".Cosa pensa di Inter, Milan e Juventus rispetto a quando se n'è andato? "Ho sempre pensato che sono i tre club più importanti d'Italia. Ora si sono aggiunti Roma e Napoli. Ci sarà da combattere contro Juve e Milan perché la Juve è forse la migliore squadra in Italia e il Milan è sempre il Milan".Il calcio italiano è in crisi? "La crisi c'è non solo in Italia. L'Italia ne risente di più ed è calato di livello del nostro calcio, ma il campionato è sempre difficile".Con il Galatasaray ha eliminato la Juventus che recentemente è stata "attaccata" anche da Thohir, pronto a rispondere ad Agnelli. Cosa pensa a distanza di qualche anno di calciopoli? "Ho sempre detto le cose come stavano e non mi sono mai nascosto. Penso che oggi bisogna solo pensare al campo. Bisogna migliorare anche questo in Italia perché viviamo sempre tra le polemiche, cosa che in Inghilterra non succede. I personaggi più importanti sono i calciatori che fanno divertire la gente. Le polemiche non sono importanti". #video-100642044 {position:relative;}#video-100642044 .overlay-play {position:absolute;width:100px;height:100px;left:229.0px;top:120.5px;background:transparent url('http://video.repubblica.it/common/static/player/2014/images/rrtv/player-placeholder-play.png') center center no-repeat;} Condividi Avrebbe preferito un approccio più morbido a livello di avversarie? "Quando giovedì sera ho parlato non sapevo neppure il calendario dell'Inter... Come lo scorso anno quando sono andato al Galatasaray e abbiamo trovato subito la Juventus".Negli ultimi 25 anni è stato l'allenatore che è stato più all'Inter e che ha vinto di più. Pensa che sia possibile un progetto a lungo termine con lei? "I risultati sono importanti ovunque, soprattutto in Italia. E' l'allenatore che paga per tutti. E' il lato meno bello del nostro lavoro, ma lo sappiamo".Le piace avere una squadra giovane? "E' uno stimolo avere una squadra giovane e questo è uno dei motivi per cui ho accettato. E' una squadra che può crescere insieme a me. Lavorando bene si può avere una formazione forte nel tempo. Per me è un grande stimolo e spero che la squadra giochi anche bene a calcio".Cosa si sente di dire dei fischi a Mazzarri? "Io faccio il suo stesso lavoro e sono dispiaciuto quando succedono queste cose. La colpa quando le cose vanno male non sono solo dell'allenatore".Le piacerebbe riportare Balotelli all'Inter? "Mario sta bene a Liverpool. Ha una grande chance ed è tornato in un club molto importante della Premier. Deve far bene lì".Ha parlato con Thohir? "Lo ringrazio perché mi ha fatto tornare all'Inter. Era molto felice quando gli ho parlato anche se gli è dispiaciuto per Mazzarri. Vuole avere successi all'Inter e speriamo che possa essere io ad accontentarlo".Giocherà con la difesa a 3 o a 4? ""Ho giocato al City e al Galatasaray con la linea a tre, ma anche Zanetti (lo indica in platea, ndr) a volte abbiamo fatto la difesa a tre. Eravamo più giovani... Voglio parlare con i giocatori e poi deciderò.Cosa pensa di Guarin che all'Inter è stato un po' incostante? E di Vidic? "Vidic ha cambiato campionato e ha bisogno di qualche mese di assestamento. E' capitato a tutti, anche a Platini, e deve avere il tempo per conoscere la A. Guarin è un grande giocatore, ha fatto bene al Porto e voglio parlare con lui per capire qual è la sua migliore posizione".NELLO STAFF TECNICO NON C'E' GIUSEPPE BARESI - Giuseppe Baresi, bandiera nerazzurra, dopo 37 anni di Inter lascia lo staff tecnico. E' il primo grande cambiamento avvenuto con il ritorno di Mancini che avrebbe scelto Daniele Adani per il ruolo di vice. Al fianco del nuovo allenatore ci saranno sicuramente Fausto Salsano, storico assistente tecnico, Giulio Nuciari, preparatore dei portieri e Ivan Carminati, preparatore atletico. Tutti e tre presenti oggi alla conferenza stampa di presentazione.